Guernica

In giro per il mondo

Il quadro più famoso di Picasso, Guernica, simbolo dell'assurdità di tutte le guerre, ha portato il suo messaggio in tutto il mondo prima di tornare nella patria del suo autore.


Bombe contro donne

Era il 26 aprile 1937 quando una cittadina dei paesi baschi, simbolo della resistenza repubblicana, Guernica, venne bombardata e distrutta dagli aerei tedeschi alleati con gli spagnoli. Da un anno, in Spagna, imperversava la guerra civile che vedeva contrapposti i repubblicani, al governo e rappresentanti i diritti delle classi sociali più umili attraverso il Fronte popolare, e i nazionalisti, capeggiati dal generale Francisco Franco e sostenuti dalle dittature di altri Paesi europei, tra cui anche l'Italia di Mussolini. Le foto di Guernica erano terribili: non soldati contro soldati, ma donne e bambini uccisi da bombe cadute dal cielo. Una scena vissuta per la prima volta nella storia europea, ma che poi diverrà tristemente comune durante la Seconda guerra mondiale, e tuttora, in Siria.

In quei giorni Pablo Picasso era alla ricerca della giusta ispirazione, mentre buttava giù schizzi e bozzetti in modo frenetico. Pur essendo nato in Spagna nel 1881, viveva in Francia da quasi trent'anni, e a Parigi si sarebbe tenuta a breve una nuova edizione dell'Esposizione universale a cui partecipava gran parte dei Paesi del mondo con le opere dei propri artisti. Il governo repubblicano spagnolo aveva chiesto proprio a Picasso di dipingere un murale per il padiglione iberico, un'opera che raccontasse le prepotenze del fronte nazionalista sulla popolazione civile.

 

Guernica

L'orrore della guerra

Fu proprio guardando le foto di Guernica, le macerie, i palazzi sventrati, i corpi senza vita per le strade, che Picasso trovò l'ispirazione giusta, e in sole cinque settimane portò a termine uno dei suoi più grandi capolavori: una tela immensa, alta 3,49 metri e larga 7,76 metri, in bianco e nero, simbolo degli orrori di tutte le guerre.

Rappresentati un toro e un cavallo agonizzanti, una donna che culla il corpo del figlio morto come nella pietà di Michelangelo, fiamme che bruciano, una lanterna che cerca una luce oltre il buio della morte. Questi sono solo alcuni dei particolari di un'immagine tanto astratta quanto realistica allo stesso tempo.

Dopo essere esposto a Parigi, il quadro girò diversi Paesi europei, e poche settimane dopo il termine della Guerra civile nel marzo 1939, con la vittoria dei nazionalisti, partì per gli Stati Uniti dove fu ospitato nel Museo di arte moderna di New York. Dopo la morte di Picasso (1973 a Parigi) e la scomparsa del dittatore Franco, la Spagna divenne una democrazia, anche se non una Repubblica come auspicato dal pittore. Guernica nel 1981 approdò finalmente a Madrid, rimanendo esposto nel Museo nazionale del Prado fino al 1992, anno in cui venne definitivamente trasferito al Centro De Arte Reina Sofia.

 

A noi, cosa viene in mente guardando questo dipinto? 80 anni fa, Picasso realizzava un'opera immortale, simbolo degli orrori della guerra di quegli anni, e, purtroppo, ancora troppo debole per raccontare gli orrori delle guerre dei giorni nostri.

 

Pablo Picasso

Fonte Il Giornalino



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