Chilometro 0

Vicino è meglio

Alimenti, acqua, energia: tutto viaggia per migliaia di chilometri prima di arrivare nelle nostre case.

È tempo di cambiare vita, comprando e consumando ciò che viene prodotto vicino casa.


Filiera corta

Le arance spagnole, la carne scozzese, le fragole olandesi, l'olio tunisino, l'acqua delle Alpi. In un mondo in cui tutte le merci viaggiano per i continenti (innalzandone il costo) sta prendendo piede una nuova tendenza: i cibi cosiddetti a "km zero". Frutta e verdura, ma anche carne, che per raggiungere le nostre tavole percorrono pochissimi chilometri, provenienti dalle aziende agricole del territorio. Innanzitutto, i prodotti a km zero sono completamente italiani, e poi sono sicuramente freschi e di stagione: provenendo dai campi coltivati di un fattore, sono legati ai cicli di produzione e al trascorrere delle stagioni. Talvolta si possono trovare nei supermercati, ma è certamente più semplice reperirli in mercatini organizzati appositamente da associazioni dedicate, o dai produttori stessi. Solitamente si riesce anche a risparmiare parecchio acquistando questo genere di alimenti, in quanto "la filiera di produzione è corta" si suole dire in gergo, ovvero il prodotto impiega poco tempo ad arrivare dal campo alla tavola e viene passata di mano pochissime volte, spesso solo una (dal contadino all'acquirente). Nel caso dei prodotti della grande distribuzione acquistabili nei supermercati, invece, il percorso è molto più lungo: dal contadino, al grossista, al distributore, al negoziante e infine al consumatore.

 

Prodotti km zero

Riscopriamo il sapore vero

Esistono diverse cooperative e associazioni a sostegno di questo genere di produzione, tra cui, in prima linea, la Confederazione Nazionale Coldiretti, che promuove proprio questo mercato tramite la fondazione Campagna Amica, tentando di avvicinare sempre di più le figure di coltivatore e consumatore, o anche Slow Food.

Esiste un altro aspetto importante legato al consumo a km zero: gustando prodotti della nostra terra riscopriamo odori e sapori dimenticati o sconosciuti. Ogni zona d'Italia è ricca di tipicità che meritano di essere assaggiate, introducendo nuovamente alimenti della nostra tradizione nelle nostre diete, e possibilmente eliminando quanto più possibile alimenti prettamente stranieri come banane e ananas, ad esempio.

Anche il latte crudo, proveniente direttamente dagli allevatori locali, è reperibile a basso costo (solitamente a circa un euro al litro) in diverse città presso distributori appositi, dove è possibile trovare anche yogurt e formaggi a km zero.

 

Anche i prodotti biologici (non a km zero) sono coltivati secondo rigorosi criteri che ne attestano la produzione senza fertilizzanti o prodotti chimici, nel rispetto del terreno e delle sue qualità. Di conseguenza sono più sani e più buoni di molti altri prodotti. E non dobbiamo farci trarre in inganno dall'aspetto: infatti, proprio per l'utilizzo di particolari elementi chimici, frutta e verdura del supermercato sono decisamente più grandi, lucide e belle di quelle biologiche, spesso macchiate e piccole, ma perdono nettamente la sfida del gusto. Tuttavia, non è detto che un alimento biologico provengo da un territorio vicino alla zona di vendita, anzi, magari ha impiegato centinaia di chilometri e anche tempo, aumentando di prezzo.

 

Prodotti locali

Non solo cibo

Anche l'acqua, oggi, si prende dietro casa. È infatti possibile riempire le bottiglie di acqua liscia e gasata negli appositi distributori ormai nati in tutta Italia, nonché nelle numerose fonti naturali presenti in molte città italiane. L'acqua proveniente da questi distributori è anche detta "acqua del sindaco" poiché proviene dall'acquedotto comunale, ed è sottoposta a rigide procedure di filtraggio e sterilizzazione, in modo da essere buona e sicura. Uno degli aspetti positivi di questo metodo è il ridotto spreco di bottiglie e di plastica. L'Italia è uno dei Paesi con il maggior numero di fonti naturali d'acqua liscia ed effervescente al mondo, e proprio per questo motivo è spesso possibile trovare nei supermercati bottiglie riempite con acqua di fonti relativamente a km zero (circa 50-70 km dal punto di vendita), come indicato sulle etichette.

Oltre al settore dell'alimentazione, la filosofia del km zero si è estesa anche ad altri aspetti importanti della vita, come quello della produzione di energia elettrica. Con il progressivo impoverimento dei giacimento di petrolio e carbone e l'aumento dell'inquinamento globale, l'uomo sta studiando nuovi modi per produrre energia in modo pulito. Sempre più impianti fotovoltaici sono installati sui tessi delle nuove case: sfruttando i raggi del sole, spesso producono abbastanza energia da soddisfare il fabbisogno giornaliero della famiglia e per questo è anche possibile rivendere l'eccesso di produzione al Gestore dei Servizi Elettrici.

Il km zero è un modo per condurre una vita più salutare, più attenta all'ambiente e agli sprechi, e anche per risparmiare parecchio denaro.

 

Fonte Il Giornalino




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