Napoli '44

La più grande crisi umanitaria di Napoli dell'ultimo secolo

Un film-documentario sulla popolazione napoletana al finire della Seconda Guerra Mondiale. Un racconto senza tempo tratto dall'omonimo romanzo di Norman Lewis.


Una voce ci accompagna tra le grida

L'intera ora e mezza di documentario racconta la storia di un ufficiale britannico in missione in Italia meridionale durante la Liberazione. Il militare in questione è proprio Norman Lewis, divenuto poi famoso scrittore.

Filmati d'epoca, tratti dagli archivi dell'Istituto Luce e da altre teche internazionali, si susseguono alternandosi a spezzoni di film come La pelle o Le quattro giornate di Napoli, figuranti anche un sempreverde Totò. Il tutto scandito dalla voce narrante, nella versione italiana, di Adriano Giannini, il quale recita stralci del romanzo originale di Norman Lewis, riprendendo i suoi stessi pensieri.

Il viaggio è emozionante e straziante, tra bombardamenti tedeschi e alleati, culminante con l'eruzione dello Sterminator Vesevo nel 1944. Il regista Francesco Patierno e tutti i tecnici di postproduzione sono stati magistrali nell'accostare perfettamente immagini e video nel raccontare una panoramica veritiera e quanto più coerente possibile con la voce narrante. Si scoprono così tanti particolari che hanno contribuito a rendere Napoli la calda e conviviale città che conosciamo oggi.

La povertà, così come la carestia e la penuria idrica a causa dei bombardamenti aerei che avevano completamente raso al suolo le condutture della città, imperversava in ogni vicolo, in ogni piazza. Tre donne nubili su quattro erano costrette a prostituirsi per racimolare qualche spicciolo, i bambini erano mandati a saccheggiare le poche attività commerciali aperte e gli ignari soldati britannici e statunitensi, i padri di famiglia si riunivano in comitive per depredare quanti più rifornimenti possibili di quelli che arrivavano via mare alle guarnigioni alleate, per poi creare una fitta rete commerciale segreta al mercato nero, di alimenti, vestiti e armi.

 

Napoli 44

Napoli oggi è come Napoli ieri

Le uniche speranze a cui ancora poteva aggrapparsi il popolo partenopeo erano la religione e la superstizione: abbondavano quindi i cartomanti, così come gli impostori, mentre le chiese erano sempre più gremite, i Santi sempre più adulati, in attesa dell'annuale miracolo di San Gennaro.

Le condizioni di vita erano paragonabili a quelle dell'odierna Aleppo, costantemente sotto il fuoco di missili e aerei, tra le macerie, senza acqua, viveri ed elettricità. Sconvolgente anche il piano di terrore attuato dai Tedeschi, i quali posizionarono numerose mine a scoppio ritardato per continuare la strage dopo che la città fosse stata liberata. E per creare ancora maggiore scompiglio, venne anche lanciato un falso allarme riguardante decine di mine che sarebbero esplose simultaneamente in tutta la città alla riattivazione dell'impianto elettrico: quasi due milioni di abitanti costretti ad evacuare al Vomero e ai colli circostanti per scongiurare una possibile catastrofe immane.

Il mercato della prostituzione era più vivo che mai; ogni famiglia cercava aiuto, o perlomeno conforto, in entità divine; saccheggiatori e criminali aumentavano a vista d'occhio, in cerca di un disperato mezzo per sopravvivere; e in ultimo anche la dignità degli stessi uomini napoletani venne calpestata quando sempre più soldati stranieri, confinati nella città in attesa del termine della guerra, iniziarono a sposare e conquistare le donne partenopee, anch'esse alla ricerca di una minima fonte di denaro che solo gli arruolati potevano dare. Una serie di complicazioni e di problematiche che hanno talmente segnato l'animo degli abitanti del capoluogo campano da essere tuttora tanto diffusi.

 

L'origine del film

L'idea di raccontare questa storia, nel 2016, Patierno l'ha avuta dopo che il padre gli ebbe raccontato di essersi miracolosamente salvato ad un bombardamento soltanto perché si trovava dal lato giusto della strada, consigliandogli la lettura di Naples '44 per farsi un'idea, quanto meno vaga, di cosa dovette affrontare il popolo napoletano durante la guerra.

Solo conoscendo a fondo il proprio passato si possono gettare le fondamenta per un futuro migliore.




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