Road to Mars, cosa dovremmo aspettarci?

Mars - Un documentario che è un evento

In un recente articolo abbiamo parlato della corsa verso Marte da parte delle più importanti aziende aereospaziali americane. Una serie-documentario di National Geographic, realizzata in collaborazione proprio con NASA e SpaceX, ci mostra cosa potremmo trovare sul Pianeta Rosso.


C'è vita su Marte?

Una mini-serie in sei puntate da 50 minuti l'una per analizzare da vicino i retroscena di uno dei più ambiziosi obiettivi dell'umanità: raggiungere Marte. Filmati d'epoca, relativi a successi (e insuccessi) di vecchie missioni e lanci spaziali, si alternano a interviste ad astronauti e ad importanti esponenti e ingegneri delle maggiori aziende aereospaziali, intrecciandosi alla perfezione col racconto "fittizio" di un'ipotetica spedizione verso Marte nel 2033. La spedizione iniziale vede sei astronauti provenienti da tutto il mondo (guidati da Ben Sawyer, interpretato da Ben Cotton) a bordo della navicella, dopo aver passato gli anni a prepararsi per la missione, ideata per la prima volta nel 2016 da un visionario (allusione non troppo velata ad Elon Musk).

Gran parte delle attrezzature già sono state posizionate da appositi rover sulle dune rosse negli anni precedenti, a formare una grande base operativa con cui iniziare le attività di monitoraggio e di ricerca sulla superficie del pianeta. L'obiettivo? Scoprire se sia possibile abitare su Marte sfruttando le venature e i cunicoli nel sottosuolo, e soprattutto avere la conferma della presenza di acqua ghiacciata in luoghi accessibili all'uomo.

Una volta accertati di ciò, si può procedere con la seconda parte della missione, la più impegnativa e più importante: popolare, con spedizioni successive, la base operativa con scienziati e ingegneri da tutto il mondo, con lo scopo di rendere nel minor tempo possibile energeticamente sostenibile la base e iniziare coltivazioni di piante geneticamente modificate per regolamentare anche la produzione di cibo.

Infine, perlustrare i dintorni per trovare, si spera, forme di vita batteriche.

 

Marte

Un'iniezione di paura

Mars non è un semplice documentario. Come ogni prodotto televisivo deve avere la sua buona dose di intrattenimento, e, sebbene non sia una delle migliori serie tv mai realizzate, anzi, ne va riconosciuto il merito di aver portato all'attenzione di una vasta platea di appassionati (e non) le possibili difficoltà e soprattutto le enormi potenzialità che potrebbe avere una missione del genere. Nel corso delle sei puntate si affrontano temi importanti come la morte, il sacrificio, il coraggio, la paura, lo sconforto. Una spedizione su Marte richiede ingenti investimenti di denaro, e se qualcosa va storto questi investimenti possono essere revocati all'istante, vanificando il lavoro di anni e anni di ricerca. Lavorare in condizioni estreme, per anni lontano da casa e dalla famiglia, circondati giorno e notte dalle stesse persone, costantemente al lavoro e senza la certezza di sopravvivere a lungo, metterebbe in crisi chiunque, portando dissidi e litigi che facilmente possono portare a problemi psicofisici non di poco conto. E nel documentario si vivranno parecchi momenti di tensione culminanti anche nel peggiore dei modi.

A tal proposito, nel corso delle sei puntate, vengono anche mostrati i lavori e le simulazioni svolti ogni giorno sulla Terra, dove, ad esempio, gruppi di astronauti vengono confinati in bunker nell'Artico in condizioni estreme e molto simili a quelle che si vivrebbero sulle navicelle: locali depressurizzati, cibi liofilizzati e impossibilità di uscire a vedere la luce del sole.

La domanda, guardando Mars, sorge spontanea: ci sentiamo pronti ad affrontare sfide tanto impervie quanto quella di abbandonarsi al buio profondo dello Spazio, con la possibilità di non poter più tornare indietro? E, a qualcuno malpensante, sorgerebbe spontaneo chiedersi: ma ne vale davvero la pena? Amore per la vita, o amore per la scienza?

 



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